Mentre ci indignamo...

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venerdì 20 novembre 2009

11:23 PM
...alla Camera mettono la fiducia sul decreto che rende l'acqua, bene primario per la vita umana, un bene di consumo come un cellulare o un'automobile. Ridendo e discriminando la Lega, partito del popolo, appoggia il decreto-scandalo sulla privatizzazione dell'acqua. Dopo essere andato al governo il partito del popolo fa marcia indietro dopo qualche mese dalla protesta contro la legge regionale di Formigoni avente il medesimo obiettivo: garantire l'interesse di pochi a scapito di tutti per un bene così prezioso.

Mi viene il vomito (cit.)

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10:24 AM
Ormai approccio le notizie con animo sempre più sconsolato, già nauseato da quello che andrò a leggere. Questa notizia non fa eccezione, ovviamente. Assistiamo ad un continuo imbarbarimento non solo della sfera istituzionale ma anche, e soprattutto, della società. E così la mamma non vuole che il figlio esca con amici stranieri ma non sa nemmeno perché, domandandosi candidamente se un atteggiamento del genere possa essere considerato razzista, mentre il gestore del locale ritiene di aver fortuna a non avere a che fare con gli immigrati.
Ed ecco che il sindaco leghista, secondo cui il Natale è la festa dell'identità cristiana, lancia la caccia al clandestino, anche perché "a loro del Natale non frega nulla".

Una notizia da commentare solo con offese, in effetti, anche se è difficile offendere gentaglia del genere. Più che altro c'è frustrazione per non poter nulla contro l'escalation di idiozia, ignoranza e violenza.

Dieci inverni

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venerdì 30 ottobre 2009

6:26 PM
Dieci inverni, opera prima di Valerio Mieli, racconta della storia di Camilla e Silvestro attraverso un lungo periodo definito dallo stesso regista come “prologo” di una vera e propria storia d’amore. Del resto i due s’incontrano giovanissimi sul vaporetto per Venezia, entrambi andranno all’università, Camilla ha le idee chiare e Silvestro un po’ meno, ma pare che la scintilla tra i due scocchi subito. Dovranno comunque percorrere i dieci anni del titolo per vedere il loro sentimento definitivamente realizzato.

Il difetto più evidente della pellicola risiede certamente nella sceneggiatura, piegata alle esigenze della storia in maniera poco fluente e credibile a partire dall’incontro tra i due protagonisti. Analizzando il comparto tecnico, invece, possiamo fare un rilievo alla fotografia a tratti un poco scialba. Nonostante queste pecche il risultato è un film onesto e piacevole da vedere, specialmente per merito delle interpretazioni della bella Isabella Ragonese, una Camilla timida e introversa, e di Michele Riondino nei panni del simpatico e spavaldo, ma solo all’apparenza, Silvestro.
Tra Venezia e Mosca, convivenze e lunghe separazioni, affetto e gelosia, vedremo questi due caratteri così diversi condividere più o meno intensamente quello che viene indicato come il periodo più bello dell’esistenza. E che magari lo è, ma è anche il periodo dell’apprendimento sulla propria pelle del significato della sofferenza, causata spesso da errori dovuti al troppo orgoglio tipico di caratteri poco smussati. Quando, dopo i dieci inverni arriva, metaforicamente e realmente, il primo timido scorcio di primavera, gli spigoli sono arrotondati e un amore è pronto, idealmente, a prendere definitivamente forma.
Abbastanza ritmato e ben recitato, il primo lavoro di questo giovane cineasta può far ben sperare per il futuro, ammesso che Mieli si affranchi un po’ da una regia abbastanza scolastica (ed essendo un esordio non poteva essere altrimenti) ma non priva di soluzioni interessanti.

Inglorious basterds

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giovedì 22 ottobre 2009

10:14 AM
Finalmente, dopo lunga astinenza, ritorna Tarantino al cinema. Due anni non sono tanti, si obietterà, ma va detto che chi scrive non ha apprezzato Deathproof, al punto da coltivare l'idea che Quentin avesse definitivamente ceduto al citazionismo fine a sé stesso.
Con l'animo tormentato mi sedevo quindi in poltrona, ma già dopo il primo dei cinque capitoli che compongono il film, sfoggiando un largo sorriso mi sono detto: Tarantino è tornato! Il solo primo capitolo infatti varrebbe già il prezzo del biglietto: Cristoph Waltz nei panni del colonnello Hans Landa è uno spettacolo a vedersi  e a sentirsi (e qui scatta un piccolo appunto sul doppiaggio: questo è un film da  gustare assolutamente in lingua originale) ed è un classico Tarantino quello che lascia montare lentamente la tensione utilizzando "solo" un lunghissimo dialogo.
Il racconto si svolge attraverso due distinti fili narrativi, facciamo prima conoscenza di Shosanna Dreyfus e poi dei Bastardi del titolo, successivamente le due trame vengono sapientemente intrecciate fino a dipanarsi solamente nello splendido finale, quando viene praticamente riscritta la Storia, quella con la s maiuscola. Anche nel corso della pellicola però c'è un certo senso di capovolgimento dei ruoli: pensare ai Bastardi, ebrei che rispondono colpo su colpo alle angherie naziste, che alla bisogna s'imbottiscono di dinamite...di questi tempi non è male!


Le scene più pulp sono proprio quelle che vedono protagonista il gruppetto agli ordini di Aldo Raine (Brad Pitt, altra splendida interpretazione) ma sono come al solito i lunghi dialoghi a muovere la storia, lasciando alle scene più movimentate, compreso il caro Mexican standoff , il compito di  risolvere le situazioni troppo ingarbugliate oppure di far allontanare gli spettatori dallo stomaco debole (sic! due miei vicini di poltrona sono scappati a metà film...dilettanti!). Tenendo da parte ovviamente l'evoluzione della storia, la ricostruzione del periodo della seconda guerra mondiale appare minuziosa, soprattutto per mezzo di piccoli, convincenti particolari come ad esempio lo spirito di osservazione dell'ufficiale SS nella sequenza della locanda.
Già detto di Waltz e Pitt, c'è da aggiungere che anche le altre interpretazioni non sfigurano, soprattutto per quanto concerne la protagonista Mélanie Laurent e l'elegantissima Diane Kruger nei panni della diva Bridget von Hammersmark.
Eccellente il commento musicale, da segnalare la bellissima Cat people di David Bowie che da sottofondo musicale assurge a vera e propria protagonista in quella che forse è la scena più significativa del film.
Nell'ultima sequenza Tarantino lancia la questione se questo Inglorious basterds possa essere il suo capolavoro, comunque la si pensi questa rimane una pellicola eccellente sotto ogni punto di vista, non a caso il racconto è in buona parte metacinematografico, ossia viene creato cinema raccontando il cinema stesso.  Significativo anche il fatto che nonostante le due ore e mezza di durata, l'attenzione non scema praticamente mai e ai titoli di coda manca poco che non si gridi:"ANCORA" ANCORA!" come ai concerti. Insomma, un film che lascia il segno per i devoti come il sottoscritto, ma che non mancherà di entusiasmare anche i non tarantiniani.

Sì, ci siamo già...

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sabato 17 ottobre 2009

10:48 AM

Dopo aver toccato il fondo abbiamo cominciato a scavare già tempo fa, ok.
Ma questo video è qualcosa di sconcertante. Per me non ci sono davvero commenti, sono disgustato nel profondo. E se dopo questa schifezza incontro ancora uno che difende Berlusconi sarò libero di sputargli in faccia. Mi fate schifo tutti.

Ma dove andremo a finire?

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mercoledì 30 settembre 2009

9:12 AM
Da nessuna parte, perché ci siamo già!
Cito una battuta del buon Luttazzi per parlare dell'assurda situazione nella quale si è venuta a trovare la brava Milena Gabanelli. Uno degli ultimi baluardi del giornalismo d'inchiesta rischia infatti di crollare sotto il peso di cause miliardarie fondate sul nulla. E qui ritorna il comico romagnolo e il suo omonimo emendamento (se il querelante perde la causa civile risarcisce il doppio di quanto ha chiesto) tirato fuori quando Berlusconi gli chiese 20 miliardi per l'intervista a Travaglio.
Come dice la Gabanelli, chi ha la possibilità si può tranquillamente nascondere dietro il portafoglio. Per esempio, se a Tremonti viene respinto dal garante delle comunicazioni l'esposto per la puntata con la social card, che ci vuole a chiedere i danni in causa civile? Tanto alla peggio si pagano solo le spese legali!
Davvero scandaloso che un programma di vera informazione come Report rischi di chiudere (e chiuderà, temo) per questo motivo.
Pezzo dopo pezzo ci stanno smontando ogni residuo di normalità in questo Paese, il bello (?) è che tutto accade con una buona metà di popolazione che non reagisce o peggio assiste compiaciuta allo sfacelo. Un solco sempre più profondo divide me (noi?) e loro, rendiamocene conto e prepariamoci ad un ritorno all'atmosfera che si respirava nel nostro periodo più buio, perché è lì che stiamo andando.

UPDATE: una specie di good news...

Fra un po' ci scappa il morto

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mercoledì 16 settembre 2009

10:16 AM
Non siamo noi ad essere razzisti, sono loro che sono albanesi...