lunedì 3 marzo 2014

The Blacklist - 1x06-1x11

Un post per 6 puntate? Certo, tanto parleremo diffusamente solo della doppia mid-season Anslo Garrick, e del rientro dopo le vacanze natalizie, Il buon samaritano. Le altre puntate sono prescindibili tanto a suspense quanto all'apporto dato all'economia della serie in termini di sviluppo della trama. A parte qualche piccola rivelazione e una leggera crescita dei personaggi, si tratta di episodi senza infamia e senza lode, semplici procedurali buoni per una serie qualunque. Al netto di James Spader, naturalmente.

Le puntate 9 e 10, invece, sono un netto cambio di marcia. No, davvero.
Nulla a che spartire con quanto visto finora, in queste due puntate c'è la dimostrazione che le potenzialità della serie sarebbero molte, se solo Bokenkamp facesse poco più del minimo sindacale e se la scrittura uscisse ogni tanto dallo schema CHiPs.

Lo schema CHiPs è quello in voga a partire dal famoso telefilm (negli anni '80 si chiamavano così) con Poncharello, che prevedeva sempre il solito copione: ci sono i criminali che fanno qualcosa di criminale, i Chips li braccano ma i criminali riescono a scappare, continuano a fare qualcosa di criminale, alla fine vengono catturati e Ponch e Baker escono con delle ragazze.

Nel doppio episodio la sceneggiatura non è un capolavoro di originalità, le forzature sul personaggio di Lizzy cominciano ad essere assurde (qui le basta prendere due respiri e ripetere il mantra:"Ricorda l'addestramento" per trasformarsi in una specie di Jack Bauer in gonnella) ma passa tutto in secondo piano. Perché? Perché ci si diverte, perché le chiavi della storia vengono consegnate a Reddington, perché ci sono comunque delle scelte coraggiose nello sviluppo della trama che ingarbugliano un poco una storia che stava diventando un po' troppo piatta, compresa un'uscita di scena eccellente e l'ingresso di nuovi personaggi. Vedere per credere.

Ma il nodo della questione è l'episodio successivo: Il buon samaritano.
Qui coesistono le due anime della serie, quella CHiPs e quella buona. Questa seconda è data sostanzialmente dagli strascichi della puntata Anslo Garrick, che vede Reddington intento a sistemare le faccende rimaste in sospeso, con un paio di scene da incorniciare a corredo. Parallelamente, Liz, imbeccata comunque da Red, risolve il suo caso e porta a casa la pagnotta tra uno sbadiglio e l'altro.

Si è già capito dove voglio andare a parare, no? The Blacklist rimarrà una serie come tante altre, oppure la produzione saprà sfruttare a dovere il materiale a disposizione, a partire da James Spader? E' lo stesso interrogativo che chiudeva il post a commento dell'episodio pilota, se undici puntate dopo siamo ancora qui significa che la serie si lascia comunque guardare e qualcosa di buono c'è. Al netto di James Spader, naturalmente.
Con pochi alti, molti bassi e due puntate decisamente sopra la media a riequilibrare il tutto, non ci resta che aspettare i prossimi sviluppi.



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