domenica 23 febbraio 2014

Dragonero non ce la fa

Dallo scorso post:
se nel giro di quattro-cinque numeri la serie non cambia marcia, ahimé, ritengo che sarà da abbandonare
Credo non ci sia bisogno nemmeno di aspettare altri tre numeri per decretare il fallimento di questa serie, dal mio punto di vista. Purtroppo Vietti ed Enoch non sono riusciti a fugare le perplessità già espresse in precedenza. Dispiace, perché il progetto sembrava di tutt'altra pasta, forse sono stato io a crearmi delle aspettative ingiustificate, ma qui siamo di fronte all'ennesimo fumetto nazional-popolare stile Tex. Il problema è che Tex E' Tex e quindi funziona egregiamente perché certi stilemi sono nati con lui, Ian invece non è Tex, tanto meno Gmor è Kit Carson, e allora perché sprecare anni di lavoro preparatorio per propinarci mensilmente storielle a sfondo investigativo, con la soluzione del "giallo" spiattellata prima di metà numero?
Mi riferisco in particolare all'ultimo albo, Il tocco che uccide, sceneggiato da Luca Enoch, che evidentemente ha dimenticato i tempi di Sprayliz e Gea e scrive una storia commovente per quanto è brutta, senza un minimo di tensione, che sembra quasi improvvisata per come i turning point, ammesso che ve ne siano, vengono trattati frettolosamente.

C'è davvero pochissimo di fantasy in questa serie se non, ripeto, le ambientazioni e dei generici e sporadici riferimenti a qualche elemento precipuo del genere, di sicuro non l'epica. I poteri di Dragonero sono meramente strumentali alle storie, nell'ultimo numero siccome il solo Ian non aveva capito chi fosse l'assassino, ecco che di punto in bianco in sogno gli appare la soluzione. Sogni rivelatori, "senso di ragno", sangue di drago che annichilisce nemici di qualunque natura e dio solo sa quali altri capacità rendono Ian l'ennesimo perfettino senza macchia (in questo senso, la copertina del n.8 è come minimo fuorviante) che non sbaglia mai un colpo e fa sempre la cosa giusta. L'altro protagonista, Gmor, è uno stereotipo fatto e finito non solo per il carattere, ma anche per come viene trattato nelle storie: un miscuglio malriuscito tra Kit Carson e Tiger Jack.

Insomma, una vera e propria delusione. Basta confrontare questi primi nove numeri coi primi nove di Nathan Never, che segnò l'ingresso della SBE nella fantascienza, altro grande filone fino ad allora inesplorato dalle parti di via Buonarroti, per realizzare quanto questa serie sia povera di contenuti.



2 commenti:

  1. Sai che io ho ricominciato con la Marvel? "The Avengers", ma sono indeciso. Le nuove serie sono talmente tante...

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  2. Io ho seguito per un periodo (ormai lontano) L'uomo ragno e gli X men. Ma c'erano troppi crossover su altre testate e il tutto risultava difficile da seguire.

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