sabato 7 luglio 2012

The Town - Titolo alternativo: Chi l'avrebbe mai detto?

Non sono (ero?) un particolare estimatore di Ben Affleck. Confesso di non conoscerlo benissimo, avendo visto qualche suo film che mi è rimasto più che altro indifferente, anche se le mie sinapsi lo collegano subito al pessimo Paycheck. Ho scoperto, solo dopo averlo visto, che questo The town è il suo secondo film come regista, così come ho scoperto che ha sceneggiato Will Hunting, che ho visto solo recentemente e che pure ho apprezzato. Insomma, uno si aspetta il solito belloccio di Hollywood e invece ti si presenta uno che sa scrivere e dirigere film con perizia. Mah!

Si tratta di un poliziesco che utilizza gli ingredienti tipici del genere, strizzando l'occhio ed omaggiando il filone cinematografico nel quale si colloca, senza per questo risultare didascalico. 
Ispirato al romanzo di Chuck Hogan "Il principe dei ladri" , la trama narra di una banda di rapinatori che terrorizza Boston e dintorni, finché dopo una rapina Doug (Affleck) deve tenere sotto controllo Claire (Rebecca Hall) direttrice di banca che potrebbe riconoscere Jem (Jeremy Renner), la testa calda della banda, finendo per innamorarsi di lei.

Il titolo non è buttato lì, alla fine della pellicola ci si rende conto che Charlestown, The Town, il sobborgo di Boston che fa da cornice alla storia, ne è davvero protagonista. Questo film non avrebbe funzionato così bene se fosse stato ambientato in città, Affleck è stato molto bravo nel far risaltare l'atmosfera della cittadina, i suoi scorci più caratteristici, compreso il penitenziario nel quale vennero giustiziati Sacco e Vanzetti. 

Stranamente, mentre seguivo la storia e mi accorgevo che mi stava piacendo mi ponevo delle domande.
Ci sono inseguimenti e rapine? Sì, ma nulla di fracassone, anzi l'inseguimento principale è fatto davvero bene, non ai livelli di Bullit ma si difende bene.
I personaggi sono stereotipati? Sì, c'è la bella indifesa, il tizio dell'FBI che non si arrende, il criminale con una coscienza, il criminale violentissimo amico d'infanzia di quello con una coscienza che però quando muoiono comunque un po' dispiace. Però anche se stereotipati, i personaggi sono funzionali alla storia, dicevamo che è un film di genere no?
La storia è prevedibile? Abbastanza, ma è ben raccontata.

Il film funziona anche per le discrete prove dello stesso Affleck e dei vari comprimari (c'è anche Kobayashi!) ma soprattutto perché non è pretenzioso, risultando anzi credibile. In una parola: un film onesto.

Di questi tempi non è poco. Anzi, viene già voglia di vedere la prossima prova dell'Affleck regista, l'intrigante Argo. 

2 commenti:

  1. Ma scusa Drugo... Come il pessimo Paycheck?? A Cludi piace abbastanza direi!! :))

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    1. Beh, la storia è anche bella (e te credo, visto che viene dalla penna di Filippo Cazzo) ma è realizzata secondo me malerrimo. Oltre ad Affleck che recita come Kristen Stewart, la Thurman e Aaron Eckhart sono ai minimi di carriera, si salva solo Giamatti nel cast. Anche Woo è al suo peggior film, con una regia che più anonima non si può.

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