martedì 17 luglio 2012

Misfits - prima stagione

Tempo di nuove rubriche per Gutterballs. Fuori tempo massimo, cioè cose non più d'attualità che stimolano comunque la vena postante del Drugo.
Inauguriamo questa nuova etichetta con Misfits, serie della britannica E4 che ha esordito nel 2009 giunta alla quarta stagione (in lavorazione).

La prima stagione, composta da sei episodi, si può vedere praticamente tutta d'un fiato. In essa viene sviluppata la presentazione dei protagonisti, dei ragazzi borderline messi ai servizi sociali che durante una tempesta ottengono misteriosamente dei superpoteri.

La trama si dipana in maniera piuttosto originale: lontana dai sensazionalismi tipici delle storie di supereroi e con un taglio umoristico magnificamente british (a proposito, consigliata la visione in lingua originale), i ragazzi non usano i loro poteri per chissà quale ideale, ma solo per il loro tornaconto personale o comunque per pulsioni individualistiche.

Non c'è un mondo da salvare, non ci sono grandi responsabilità che derivano dai poteri, c'è solo il quotidiano di questi ragazzacci e l'unico obiettivo è sfangarla fino al giorno dopo. I personaggi sono particolarmente azzeccati, pur con qualche cliché (il timidone, l'estroverso, il bravo ragazzo, la femme fatale, la chav, in italiano tamarra) annullato però dal difficile utilizzo dei poteri che possiedono, oltre che dai rapporti con le altre persone che a causa della tempesta hanno ricevuto a loro volta dei poteri.

A Curtis, promessa dell'atletica per le olimpiadi, pizzicato per una faccenda di droga, spetta il potere più sorprendente, quello del controllo del tempo, mentre alla sua partner Alisha tocca il potere più inutile: essendo una bella e provocante ragazza a cosa le serve scatenare desiderio sessuale al solo tocco?
Irresistibile Nathan, spudorato mentitore, armato del suo umorismo irriverente ed unico membro del gruppo a non aver acquisito poteri (sarà vero?). Esilaranti i suoi duetti con la telepate Kelly, forse il personaggio con più sale in zucca del gruppo. 
Più particolare e decisamente creepy è Simon, che non a caso acquisisce il dono dell'invisibilità. A volte mellifluo, schivo e taciturno, è certamente il più pericoloso, almeno potenzialmente, dei cinque.

Lo svantaggio di cominciare a vedere Misfits così tardi è che è notoria la defezione di Nathan a partire dalla terza stagione, sinceramente ad oggi non riesco ad immaginarmi come potrà procedere la storia senza le sue caustiche battute.

La confezione è eccellente: molto bella la resa dell'immaginaria cittadina che fa da sfondo alla storia, buone la fotografia e la regia, con un montaggio ora nervoso ora più cadenzato, con interessanti soluzioni stilistiche (sfocature, stacchi improvvisi, piani di ripresa) e una colonna sonora di alta qualità.

Bisogna fare un plauso a questo show, convincente ed originale, a conferma delle potenzialità che stanno esprimendo gli autori britannici negli ultimi anni, con serial di ottima fattura, Sherlock in testa. 

Ora sotto con la seconda stagione!



2 commenti:

  1. Sballo!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  2. L'hai poi vista la seconda stagione? E la terza?

    CoLunque, sei sicuro de "immaginaria cittadina che fa da sfondo alla storia"? Non è ambientato a Londra?
    Ho altre domande?

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