Buone notizie per internet. Appena accortesi delle sue potenzialità, le classi politiche di vari stati si sono scagliate contro il medium del nuovo millennio, imponendo norme restrittive e/o censorie con vari livelli di gravità (pensiamo alla Cina, dove anche Google filtra i risultati di ricerca in base ai dettami del governo). Invece in Islanda, grazie ad una proposta di Birgitta Jónsdóttir, passa in maniera sorprendente una legge che potrebbe (il condizionale è d'obbligo) offrire uno scudo al giornalismo serio, d'inchiesta. Saranno infatti protetti tutti quei siti che pubblicheranno materiale coperto da segreto, anche militare, purché questo sia di interesse nazionale. Si tratta di un provvedimento rivoluzionario, che potrebbe dare il la all'espansione di siti come Wikileaks, e che in generale è una vera boccata d'aria per chi vuole utilizzare la rete come mezzo di comunicazione "pulito", senza l'ingerenza di chi, e pensiamo alle recenti discussioni in Italia sul tema bloggers, vorrebbe trattare il web come una qualunque televisione.
Images: Friðrik Tryggvason

2 commenti:
Noi stiam qui, invece, a farcelo mettere nel culo da un banda di mafiosi leccaculo.
Che bravi!
Dan (Macca)
Internet è la fucina del demonio. Il sommo male è tutto qui dentro, anche tra queste nostre parole. Tutto ciò che non è direttamente influenzabile e controllabile è il male, perchè non può essere edulcorato, sfumato e allisciato a piacimento.
L'uomo libero, per sua natura, cerca, indaga e spia le pieghe, gli angoli nascosti, le feritoie.
L'uomo che non è libero delega agli altri tale ricerca, per quieto vivere e per comodità.
Ma si sa, che la comodità si paga. E la mezza verità, o la falsità della realtà deformata, ne sono il prezzo.
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