mercoledì 10 febbraio 2010

Codice Genesi

In uno scenario post-apocalittico, Eli (Denzel Washington) attraversa a piedi l'America con una missione. Sul suo cammino incontrerà molte persone e quando giungerà alla comunità guidata da Carnegie (Gary Oldman), il quale si dedica con accanimento alla ricerca di un particolare libro, dovrà combattere per portare a termine il suo compito.

I fratelli Hughes tornano a girare un lungometraggio dopo il successo di From Hell con questo Codice Genesi, inspiegabile traduzione dell’originale The book of Eli. Se nelle stradine dell’East End, a raccontare la storia di Jack lo squartatore, i due fratelli sembravano trovarsi a proprio agio, di certo non lo sono nelle vaste lande di un’America ridotta ormai ad un interminabile deserto, dopo le catastrofi di una non meglio precisata guerra.
Intendiamoci: visivamente, grazie anche alla fotografia di Don Burgess, la pellicola non è male, si lascia anzi apprezzare. Il problema è tutto il resto.
La storia, prima di tutto, è moscia. Tolti i primi minuti, che in verità promettono molto, non accade praticamente nulla per tutta la durata del film, fatti salvi i soliti scontri (all’arma bianca e non) che il buon Eli ovviamente non fatica a portare a casa neanche contro dieci avversari.
C’è Carnegie, che non contento di essere il signorotto locale vuole ergersi a dominatore del mondo grazie a un libro, merce ormai rarissima in un mondo dove si uccide per un paio di scarpe. Guarda caso questo speciale libro il cui titolo non viene mai nominato è lo stesso che, trent’anni prima (sic!), una misteriosa voce ha affidato ad Eli, che da allora va verso Ovest (sic!) in cerca di qualcosa che rimane indefinito anche per lui.
A condire il tutto c’è la pupattola di turno, che fa capire al protagonista quanto si stesse allontanando dagli insegnamenti di quel libro (chissà di quale libro si tratta…) che si ostina a proteggere da tutto e da tutti. Basta, non c’è altro, a parte il solito eroe che va passeggiando nel deserto con una pallottola in pancia come se nulla fosse.
Neanche la sorpresa sul finale riesce a risollevare le sorti di un lavoro nettamente mediocre. Mediocri sono anche le interpretazioni dei protagonisti, e da due mostri sacri come Washington e Oldman ci si aspetta certamente di più che non lo scimmiottamento dei tipici cliché dei ruoli. Un peccato, perché visto il materiale a disposizione, questo Codice Genesi poteva essere ben altro film. Ma qui, dispiace dirlo, è proprio l’idea di base che manca.

4 commenti:

  1. Sai cos'è che mi spiace più d'ogni altra cosa? Che Gary Oldman, che considero un grande attore, continui a fare film della minchia. L'unico che si salva, ultimamente, è "Batman", ma non ha certo una parte considerevole. Denzel, anche Lui, non ne azzecca uno buono da un pò.
    Per la puttana.
    Dan (macca)

    RispondiElimina
  2. Spero che interpretare questi ruoli sia dovuto a questioni contrattuali. Su Oldman, la parte del commissario Gordon in Batman non è del tutto marginale e comunque è anni luce da questa interpretazione.

    RispondiElimina
  3. ehi drugo che ne pensi, un bel post dedicato al nostro caro jeff bridges neo premiato?

    RispondiElimina
  4. Sono d'accordo...

    RispondiElimina