giovedì 7 maggio 2009

Star Trek

Ritorna al cinema la saga di Star Trek, che nella sua versione televisiva ha raccolto milioni di fan in tutto il mondo nel corso di quarant’anni e svariate serie. Dal 1979 in poi, inoltre, ben 10 pellicole si sono susseguite sul grande schermo. Era giunto il momento quindi di dare un sapore nuovo a questo logoro brand, ed ecco che in soccorso della Enterprise è arrivato dietro la macchina da presa il vulcanico J.J. Abrams, con al seguito il fido Damon Lindelof alla produzione (Lost vi dice qualcosa?) e alla scrittura la premiata ditta Orci&Kurtzman (Alias, Transformers).

Dopo tante storie raccontate, Abrams ha pensato bene di ripartire da zero, mostrandoci gli eventi che hanno portato il capitano Kirk e il vulcaniano Spock a compiere i famosi viaggi interstellari alla ricerca di nuovi mondi. Il film si chiama, appunto, semplicemente Star Trek, senza sottotitoli, a rimarcare proprio la (ri)nascita di una saga che potrebbe, visto il risultato, ripartire alla grande.
Questi quattro moschettieri sono infatti riusciti a sfornare due ore di divertimento puro: azione serrata e spettacolari effetti speciali sono solo strumentali ad una storia intrigante, che dopo il drammatico prologo si incentra sulla conflittualità dei due personaggi principali, raccontandone in parallelo la crescita, dall’infanzia sino al loro difficoltoso sodalizio. Nel viaggio inaugurale della celeberrima U.S.S. Enterprise i protagonisti dovranno fare i conti con i desideri di vendetta (scopriremo poi generati da che cosa) del lugubre romulano Nero, interpretato da Eric Bana.

Perfettamente nel ruolo gli attori, con Chris Pine (Kirk) che scongiura il rischio di interpretare la parte del belloccio di turno e Zachary Quinto che sembra vulcaniano di nascita. Grazie ad un sapiente uso dell’ironia anche i comprimari, su tutti Scotty (Simon Pegg) e Karl Urban che interpreta il burbero dottor McCoy, non sfigurano affatto: le situazioni divertenti che si vengono a creare spezzano la tensione dando al film un taglio quasi da commedia. Lo stesso Leonard Nimoy (lo Spock della serie originale) è stato introdotto nella trama in modo tutt’altro che banale, ad ulteriore riprova del buon lavoro svolto in sede di sceneggiatura, alla quale si può imputare forse una scarsa caratterizzazione dei villains, peccatuccio per il quale si può tranquillamente chiudere un occhio.

Questo nuovo corso di Star Trek farà certamente breccia sia tra i neofiti sia tra coloro i quali, come chi scrive, non sono del tutto digiuni di viaggi a curvatura. Rimane da sciogliere il nodo della reazione dei fan duri e puri. Resta il fatto che J.J. Abrams ha diretto un divertissement di qualità, considerata l’importanza del brand e le sue ultime, trascurabili incarnazioni, questo è già un ottimo risultato.

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