mercoledì 18 marzo 2009

La verità è che non gli piaci abbastanza

Tratto dall’omonimo bestseller di Greg Behredendt e Liz Tuccillo, già sceneggiatori del fortunato serial Sex and the city, La verità è che non gli piaci abbastanza racconta le trame sentimentali di un gruppo di amici di Baltimora, alle prese con gli equivoci e le ambiguità tipiche delle storie d’amore (americane).
Dopo la vivace introduzione, nella quale viene esplorato il senso del titolo, vengono presentati tutta una serie di “tipi” di personaggi, dalla sognatrice all’indecisa, dal marito ideale al fedifrago, e le varie relazioni che possono intercorrere fra essi. In verità forse sarebbe meglio parlare di “stereotipi”, vista la superficialità nella caratterizzazione e la prevedibilità delle situazioni. Per carità: il film strappa anche più di una risata, ma rimane molto lontano dal carisma di pellicole che, pur senza troppe pretese, risultano comunque frizzanti e godibili: pensiamo a Quattro matrimoni e un funerale, ma anche al più recente Love actually.
Nella pletora di personaggi, colei che fa da spina dorsale alla storia è sicuramente Gigi (Ginnifer Goodwin), è con lei che la pellicola apre ed è con lei che chiude, e sono soprattutto i suoi atteggiamenti da tredicenne un po’ troppo cresciuta a stancare quasi subito, tanto che fino all’ultimo si spera che la storia con Alex (Justin Long) non vada in porto, nonostante da subito si sappia che è proprio lì che si andrà a finire. Quel che è peggio è che queste medesime conclusioni possono essere tratte per gli altri filoni della storia.
Non aiuta di certo l’eccessiva lunghezza, oltre due ore per esporre intrecci tanto scontati e con un ritmo appena sufficiente sono francamente troppe; un punto a favore è invece rappresentato dalle interpretazioni, le star in cartellone sono numerose e forse si è giocato sui numeri, ma le prove, soprattutto del comparto femminile, non sono deludenti come la trama. A questo proposito, impossibile non menzionare l’esplosiva sensualità di Scarlett Johansson: in un paio di scene si comprende perfettamente per quale motivo sia diventata la musa ispiratrice di Woody Allen.
La verità è che non gli piaci abbastanza rimane un film oltremodo leggero, simpatico se si vuole, ma forse da aspettare in home video.

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