mercoledì 26 marzo 2008

Jovanotti - Safari

Dai tempi di Capo Horn, nel 1999, avevo perso le tracce di Jovanotti. Il quinto mondo, Buon sangue li ho saltati a piè pari. Quindi era dai tempi di e ritorno da teeee senza niente da direee che un ritornello di Jovanotti non si insinuava prepotentemente nella mia testa. Ora, complici anche i massicci passaggi in ogni dove da dicembre a questa parte, è stato impossibile non rimanere affascinati dalla splendida Fango, track d'apertura e primo singolo del disco. Al momento sta viaggiando, direttamente dall'esibizione sanremese, il secondo singolo A te, anche questo a rischio overdose. Questi meccanismi di promozione sinceramente farebbero spazientire anche Matusalemme: il troppo stroppia, e anche la canzone più bella del mondo diventa noiosa se messa in loop tutto il giorno. Ma lasciamo da parte le polemiche e parliamo del disco, dai più definito come quello della maturità per Lorenzo.
A mio modesto parere il disco della maturità è stato L'albero (1997) che ha confermato la svolta e il talento di Jovanotti dopo gli ottimi Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994. Questo Safari è un'ulteriore conferma della sua creatività e capacità di suonare sempre nuovo, nonostante ripercorra il collaudato schema di sempre.
Gli episodi di rilievo nell'album sono molti, a partire dalla già citata Fango, nella quale suona nientemeno che Ben Harper, e il cui testo evocativo riesce anche a commuovere. Non mancano le canzoni d'amore, campo in cui Lorenzo è maestro nel riuscire a rendere originali le parole più semplici per descrivere questo sentimento: A te, Come musica, Innamorato, sono canzoni belle e dolci, soprattutto le prime due. Più movimentate la title-track Safari, nella quale purtroppo canta Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e la solare (ovviamente) Mezzogiorno, che contiene il ritornello siamo come il sole a mezzogiorno babeeeeeee, il più adeguato a sostituire quello di Un raggio di sole. Ottima la "sambeggiante" Punto, uno degli episodi musicalmente più riusciti del disco.
Non mancano le note negative, alcuni pezzi non convincono per nulla (Antidolorificomagnifico) o solo a metà (Nel mio tempo). Nel complesso comunque un album più che discreto e piacevole da ascoltare, dalle sonorità sempre ricercate, ora soft, ora più energiche, e dai testi intimisti e per nulla artificiosi cui Lorenzo ci ha abituati.
E' un piacere per me constatare la bontà del disco per questo che è un autore al quale sono molto legato, per le emozioni che mi ha regalato e anche per il percorso di crescita che ha intrapreso, col quale ha dimostrato che qualcosa di buono può nascere anche dalle premesse peggiori (ricordate Jovanotti for President?)

8 commenti:

  1. AHHHHHHHHHHHHHH!

    L'HAI FATTOOOOOO!!!

    AHHHHHHHHHHH!!!

    :)

    MI-TTTI-CO!!

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  2. Bel commento, sono d'accordo su Lorenzo.
    Certo, ne avremmo fatto volentieri a meno, ma forse aveva bisogno anche del cappellino e del "ciaomammaguardacomemidiverto" per arrivare a diventare l'artista che è oggi, chissà...

    ciao
    Meri

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  3. ho sentito qualche pezzo del cd, ma... MI METTE UN'ANGOSCIA CHE NON SO SPIEGARE!!!

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  4. Gnamì: a volte mantengo pure la parola! :-D

    Meri: Grazie della visita, in effetti forse quella è stata una tappa necessaria. Tra l'altro ho sentito che fu Jannacci a convincerlo a cambiare registro!

    Mario: si chiama nostalgia! :-D

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  5. salute. SETTIMAARTE su blogspot non esiste più. il nuovo indirizzo è:

    http://scafidimario.spaces.live.com/

    ti dispiacerebbe modificare l'indirizzo nella sezione dei tuoi link?

    p.s. mi raccomado, torna comunque a trovarmi!

    mario

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  6. Una cosa è vera: ha fatto un cammino intelligente e profondo.
    Mi resta indifferente, ma gli va dato atto d'esser cresciuto.
    Ciao, Drugo.
    Scusa la latitanza: spero sempre di poter mantenere le promesse...
    Daniele (Macca-Walter...)

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  7. ok, lo compro. Mi hai convinto. Ho ascoltyato solo due brani, ma mi hai convinto su tutto.

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  8. Grande biancaccì, penso proprio che ti piacerà! Fammi sapere...

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