lunedì 26 novembre 2007

Blood diamond

Le prime impressioni sono spesso capaci di fuorviarmi. Non averci visto per niente lungo sul conto Edward Zwick, però, mi dà qualche attenuante. Il suo primo film che mi è capitato in TV è stato Vento di passioni, cambiato canale dopo venti minuti. Il coraggio della verità non l'ho proprio visto per scelta, mentre qualcosa di Attacco al potere già mi piaceva. Poi la folgrazione de L'ultimo samurai, di cui ho pure sentito grosse critiche negative, ma che mi ha ben impressionato.
E poi, due sere fa, lo splendido Blood diamond. Splendido, sì, senza mezzi termini.
E' la storia di un intero continente (l'Africa) letta per mezzo l'incrocio delle strade di due africani: l'ex-mercenario Danny Archer con il tranquillo pescatore Solomon Vandy.
Solomon ha una famiglia e molte speranze per suo figlio il quale, nonostante le mille difficoltà, frequenta con profitto una scuola locale. Ma in Sierra Leone è in corso una guerra civile per il controllo dei giacimenti diamantiferi, ed è durante una delle tante scorrerie delle bande criminali legate al commercio delle preziose pietre che Solomon viene strappato alla famiglia e costretto a diventare un cercatore di diamanti. Fortunosamente ne trova uno di inestimabile valore e lo nasconde mentre al suo campo infuria una sanguinosa battaglia con le truppe governative. Vandy viene portato nella stessa prigione di Archer, il quale viene a sapere del diamante. Usciti di prigione, entrambi hanno possibilità di cambiare vita grazie alla gemma rosa: Vandy può riunire la sua famiglia, mentre Archer può chiudere definitivamente con la vita da trafficante di diamanti.
Un film crudo, realistico, che mette in scena senza paura e con cura di particolari le mille contraddizioni della guerra, sia interne, con le guerre civili fra le varie fazioni e gruppi di potere, sia esterne, con lo sporco commercio tutto occidentale dei diamanti. Determinante in quest'ottica il bellissimo personaggio di Maddy Bowen (una bravissima Jennifer Connelly), che con la sua caparbietà e limpidezza di idee incarna il prototipo del mestiere di giornalista così come dovrebbe essere: una persona con delle ferme convinzioni disposta a raccontare la realtà per come viene osservata e non, come purtroppo molto spesso accade, una marionetta nelle mani dei potenti.
Zwick dirige alla grande: il film non si abbandona mai a sé stesso ma anzi procede sempre con buon ritmo, grazie alla sapiente miscela di scene d'azione e approfondimenti nelle vite dei personaggi, a partire da un Di Caprio (Archer) che ormai non è più una sorpresa, sino al bravo Djimon Hounsou (Vandy), passando per tutti i comprimari, compreso il corrotto Colonnello Coetzee (Arnold Vosloo, già visto nei panni di Marwan nella serie 24).
Le locations delle riprese sono da togliere il fiato, un vero valore aggiunto della pellicola: di fonte a cotanto splendore salta all'occhio ancora di più l'orrore che le popolazioni africane devono sopportare per una squallida questione di commercio e potere. Sinceri ringraziamenti a Edward Zwick per averci regalato un film bellissimo ed emozionante anche, non è mai facile, nel finale. Un film grazie al quale tutti possiamo riflettere seriamente su questioni tanto annose quanto, ahimè, irrisolte.

4 commenti:

  1. Questo qui me lo sono perso. Rimedierò in dvd.

    Ciao Drughetto (o Drughino, o Drugantibus)!

    CST

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  2. Anch'io me l'ero perso al cinema, ma ti garantisco che ne vale la pena!
    Ciao!

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  3. Anche a me è piaciuto tanto. In qualche momento ci sono dei rallentamenti di tensione, quasi dei vuoti, però visto che ci sono anche vette molto auliche direi che nel complesso è proprio bello.

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  4. Sull'Ultimo Samurai mi schiero dalla parte dei demolitori. Non mi è piaciuto per un c***o. Su Blood Diamond ti do ragione. Bello davvero, breva la Connelly (come sempre), bravo Hounsou (come già notato in In America di Jom Sheridan, che se non hai visto ti consiglio caldamente)...bravo Di Caprio, l'unico film questo in cui l'ho apprezzato. L'unico.

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